A Milano un nuovo spazio per il gioiello contemporaneo.

A Milano un nuovo spazio per il gioiello contemporaneo. Lo idea l’ex cervello in fuga Irene Belfi

Ha lavorato in Olanda in una delle gallerie più importanti nel settore, ma l’amore per l’Italia l’ha convinta a rientrare in patria per aprire uno spazio dedicato al gioiello visto come un’opera d’arte. Ne abbiamo parlato con la giovane gallerista Irene Belfi.

Nonostante la fama di settore di nicchia, quello legato al gioiello contemporaneo è un mondo che si sta lentamente e inesorabilmente diffondendo. Non solo a livello istituzionale, con la nascita quattro anni fa dello splendido Museo del Gioiello all’interno della Basilica Palladiana a Vicenza, un unicum in Europa e uno dei pochi al mondo dedicato al settore, che ora ha in corso la mostra I gioielli di Gio’ Pomodoro: il segno e l’ornamento, curata da Paola Stroppiana, con alcuni esemplari del maestro marchigiano esposti al Guggenheim di New York nel 1994. Ma anche nel settore privato, come raccontavamo proprio qui qualche giorno fa, annunciando l’apertura a Milano – a fine 2018 – dello spazio di Martina Simeti. Prima di allora, però, sempre la città meneghina sarà protagonista di un’altra inaugurazione che cade il 13 aprile nel pieno dell’art week milanese: quella dello spazio Irene Belfi Gallery. Ideata da una giovane italiana con una grande passione per l’arte, la galleria presenta al pubblico milanese gioielli che oltre ad essere oggetti di pura decorazione, ritraggono idee, storie, pensieri e diventano il simbolo della personalità dell’artista e di chi le indossa. Ne abbiamo parlato con l’ideatrice, Irene Belfi

Come è nata l’idea di aprire questa nuova galleria dedicata al gioiello contemporaneo?
Nasce dall’esigenza di condividere un settore di nicchia affascinante che guarda il gioiello non solo come oggetto di decorazione ma come un mezzo di espressione della personalità dell’artista e di chi lo indossa. Viviamo in un paese con forti radici legate alla tradizione sia a livello artistico sia a livello orafo, il gioiello contemporaneo apre le porte ad una nuova idea di gioiello inteso come vera e propria opera d’arte contemporanea.

Quali sono stati i punti di partenza?
Dopo aver studiato Arti Visive alla Naba di Milano, grazie a delle conoscenze all’estero, ho scoperto il mondo del gioiello contemporaneo, un mondo poco conosciuto dal pubblico Italiano ma attivo sin dagli anni ‘50 nei paesi nordici e in America. Ho proseguito gli studi ad Alchimia (contemporary Jewellery school, Firenze)  ed a Tokyo per poi trasferirmi in Olanda e lavorare per una delle gallerie più importanti nel settore. L’amore per il nostro Paese mi ha portata a rientrare e a dar vita a questo progetto con l’intento di affascinare, incuriosire e stupire.

Chi c’è dietro l’iniziativa?
Dietro all’iniziativa ci sono io, Irene Belfi con la mia passione per l’arte, la voglia di ricerca, i miei 26 anni e una vita di nuove possibilità e collaborazioni che non vedo l’ora di intraprendere.

Da dove provengono i protagonisti del progetto inaugurale?
I 7 artisti rappresentati dalla galleria provengono da diverse parti del mondo, Olanda, Korea, Svizzera, Germania e Giappone.  Dopo una lunga ricerca, dopo aver conosciuto loro e i loro progetti li ho scelti per essere i protagonisti della mostra “thinking hands #01” , mostra inaugurale della galleria.

Che rapporto hai con il territorio e la città dove hai deciso di aprire la galleria?
Credo fortemente nella città di Milano come piattaforma internazionale per introdurre il gioiello contemporaneo . È una città ricca di arte, design e il pubblico ha fame di novità!

Un cenno agli spazi espositivi. Come sono, come li hai impostati e cosa c’era prima?
Il locale ospitava un negozio molto elegante di antiquariato ed ora darà spazio alla prima galleria del gioiello contemporaneo a Milano. Gli spazi sono stati progettati e studiati con Quintus Kropholler un designer olandese che si è occupato di dare alla galleria un aspetto pulito, minimal ed elegante. Ogni minimo particolare è stato pensato per accogliere al meglio le opere dei nostri artisti.

Ora qualche anticipazione sulla stagione in corso. Cosa proporrete dopo la mostra inaugurale?
Dopo l’inaugurazione abbiamo già tantissime attività in programma, una nuova mostra a giugno e molteplici collaborazioni.

– Claudia Giraud 

Fonte – Atribune

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(Portraits and Gallery space)
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